NONNO
Aratro fende
come vela d’argento
l’umida terra
dell‘autunno vestita,
dolce fragranza
di ricordi s’impregna.
Pioppi silenti,
orizzonti sfumati
nella foschia,
frullar di storni in cielo.
Callosa mano
che mi indica quei solchi
a tratteggiare
il percorso del pane.
In questa pace
io che stringo mio nonno,
fra quelle braccia
dolce viene il mio sonno.
Opera pubblicata ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633, capo V, sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione, in qualunque forma, senza autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta legge.
Lungo il viale
si aggira una figura stanca,
passi appena accennati
trascinano un corpo
sostenuto da un bastone,
lo sguardo chino
sulle foglie morte…
Appena un calpestio lento, affannoso,
s’ode nell’ora del tramonto…
una vecchia panca accoglie le sue membra stanche,
eppure tese allo sforzo immane.
Or che la quiete avvolge tutt’intorno,
i suoi occhi di cielo vestiti
vagano, furtivi,
accesi come in beata gioventù,
nulla manca al ricordo…
solo la vita di colei
che troppo presto
volle dell’azzurro gustar le delizie.
S’alza la sua preghiera:
“Rosso tramonto di me non ti curare,
chiudi i miei occhi,
fammi ritrovare
quel volto tanto amato…!”
Ali di vento
già sollevano le foglie,
lui china il capo bianco
e dorme col suo amore...
Giusy Maugeri